Cura/educazione dalla dimensione del rapporto a due al sostegno del contesto competente, diventando adulti. Innovare integrando e integrare innovando.

un punto di vista di un educatore

Andrea Canevaro

1. La relazione empatica sembra contrapporsi alla relazione contestuale. Ma è proprio così?

La relazione empatica.

“[…] l’empatia è la nostra capacità di identificare ciò che qualcun altro sta pensando o provando, e di rispondere a quei pensieri e sentimenti con un’emozione corrispondente” (S. Baron-Cohen, 2012, p. 14).

La relazione empatica implica una reciprocità che non sempre è possibile. E non solo per la diversa padronanza degli strumenti di comunicazione. Chi sta crescendo, non è in grado di interagire con la parola, ma vive una reciprocità comunicativa che contiene la parola come potenziale, in divenire proprio grazie alla reciprocità.

“Il grado zero dell’empatia significa non avere consapevolezza di come ci si relaziona con gli altri, si interagisce con essi, o se ne anticipano i sentimenti e le relazioni. Il meccanismo di relazione funziona a livello 0” (S. Baron-Cohen, 2012, p. 37). Chi vive questa condizione ha bisogno di avere un sostegno. La chi ha compiti di sostegno corre dei rischi che schematizziamo in due punti possibili: Continua a leggere