Chi era Eraldo

“Il sentiero a gradini selcidi che sale dall’ex convento di San Pietro, grande attorno al colle fino al retro della ROCCA, bianca e massiccia. Silenzio completo tra la luce che si infiltra nei gialli e marroni degli alberi e l’umido dell’ombra. Solo il rumore di un contadino che sposta vasi di fiori nel cortile della sua casa proprio sotto la ROCCA. La sede di lussi, forti e dotte disquisizioni sulla qualità del gentiluomo di corte è solo un guscio vuoto, la casa del contadino, vecchia, solida, ordinata con le tendine fuori moda a mezzo vetro è ancora viva.”

Eraldo Berti, Autunno 2000, Asolo

Te rivedo Eraldo
caminar tra i trodi
dea to Conca d’Oro…
co’ passo lento
da sognator…
in testa el capeo
de fine paja bianca
a sigareta amica e nemica
de’ a to vita.
Adesso te si andà
a caminar par strade
dae dimension eterne.
Me resta a nostalgia
de aver conossuo tardi
a to splendida, alta, ciara inteigensa
e l’immensa umanità
che te fasseva unico.
A rivederse…Eraldo

Ti rivedo Eraldo
camminare tra i sentieri
della tua Conca d’Oro…
con passo lento
da sognatore
in testa il cappello
di fine paglia bianca
la sigaretta amica e nemica
della tua vita.
Adesso sei andato
a camminare per strade
dalle dimensioni eterne.
Mi resta la nostalgia
di aver conosciuto tardi
la tua splendida, alta, chiara intelligenza
e l’immensa umanità
che ti faceva unico.
Arrivederci…Eraldo

Elsa

 

PER ERALDO

Mai avrei voluto scrivere alcune parole PER ricordare la figura di Eraldo perché per 40 anni ho scambiato parole CON Eraldo e non è  facile parlare DI lui perché era, per sua intima natura, molto schivo. In tutti questi 40 anni di frequentazione quasi quotidiana ho imparato a conoscerne difetti e virtù, apprezzarne il pensiero, la cultura, le capacità introspettive e la sensibilità che spesso non appariva se non nei sui scritti in cui dava il meglio di sé.

Eravamo giovani colleghi di scuola nei primi anni 70, anni piuttosto complicati anche per i pensieri che come insegnanti ed educatori abbiamo dovuto condividere: insegnavamo negli stessi corsi e vi assicuro che aveva un senso profondo di protezione verso i suoi alunni tant’è che era da loro amatissimo.

In quegli anni aveva scoperto sia il teatro che il cinema che concepiva come mezzi educativi importanti per la socializzazione dei ragazzi.

Forse per questi interessi si è avvicinato al mondo della psicomotricità e per anni ha voluto formarsi anche attraverso esperienze pratiche, lui che certo non era fisicamente predisposto all’azione.

Ma da allora, quasi per una nemesi storica, si è sempre interessato all’azione: è sua la distinzione fra azione e movimento che per gli addetti ai lavori è stata determinante per comprendere lo specifico della professione.

Questo suo lavoro di ricerca personale, sempre in sintonia con l’accompagnamento teorico, l’ha portato ad avere un ruolo fondamentale nella stesura di alcuni testi.

È dei primi anni 80 il  libro “ Il labirinto e le tracce “: una miniera di idee per tutti  coloro che si sono affacciati al mondo della psicomotricità. Ricordo le prime considerazioni sull’osservazione come patto di alleanza, sulla relazione terapeutica e i primi approfondimenti riguardanti  le categorie analogiche ( riflessioni sullo spazio, sul tempo, le posture, gli oggetti ecc) che ancora oggi sono degli indicatori fondamentali per la pratica psicomotoria e per gli insegnamenti all’Università.

È degli anni 90 uno sviluppo teorico e pratico di quei temi che sono ben custoditi in un libro che non a caso s’intitola LA COSTRUZIONE DEL SENSO. Osservazione e interpretazione. Con questo lavoro, decisamente corposo,  per primo in Italia ha proposto un approfondimento della tecnica della microanalisi, modalità di osservazione che poi utilizzerà sempre nel grande lavoro di formazione.

Nei primi anni 2000 ha un ruolo fondamentale nella stesura del libro “IL CONTRATTO TERAPEUTICO IN TERAPIA PSICOMOTORIA. Dall’osservazione al progetto “.

Anche in questo lavoro  ha saputo tracciare  i fondamenti teorici che ancor oggi costituiscono la base per la formazione degli studenti che a Padova hanno potuto apprezzarne i contenuti.

Nella sua ultima uscita pubblica ha presentato il libro “ CORPO E MENTE IN PSICOMOTRICITA’”   in cui riprende alcuni temi fondamentali  quali l’osservazione , la narrazione e l’intersoggettività. Il titolo originale di questo lavoro, poi modificato per esigenze editoriali, era “PENSARE IL FARE” che sintetizza perfettamente il tema della sua ricerca.

Ma negli ultimi  10 anni tutte le sue energie psichiche e fisiche sono state impiegate per il progetto Conca d’Oro: per lui è stato come trovare una sintesi fra i suoi studi sia nella semiotica che in psicomotricità e le sue origini. Non era un’intellettuale che contemplava la realtà perché nel contesto della fattoria Conca d’Oro si è calato completamente facendola diventare una questione vitale lavorando come operaio e riflettendo come  ricercatore.

Tutti noi ricordiamo l’immagine di lui, cappelli bianchi al vento, tuta blu da lavoratore, con le mani nei fianchi, completamente immerso nei campi appena arati in cui non c’era nemmeno una piantina. Con un pensiero in testa: “Ed ora che facciamo?”: era il momento del coraggio e della determinazione ma anche quello della raccolta di tutte le energie psichiche e fisiche mai lesinate per realizzare quello che allora chiamavamo sogno.

Ma qualche tempo dopo lo ricordiamo tutti in giacca e cravatta con la zappa in mano impegnato nel diserbo o sotto il sole d’agosto a raccogliere lamponi o ancora a far mattina lavando i piatti al ristorante. Era così: lo potevi trovare in campo a raccogliere patate con i ragazzi e poco dopo, ancora con le scarpe infangate, a discutere del senso del lavoro con loro e a inventarsi la formula del problem setting. Potevi trovarlo a tagliar cipolle o ad analizzare  con “ le terapiste autistiche “ ( che amava particolarmente)  le video registrazioni delle loro attività per ricavarne dei pensieri originali sull’autismo.

Sul lavoro in fattoria ha scritto pagine memorabili che non sono ancora  pubblicate perché la malattia, che ne ha fiaccato il corpo ma non la mente, non gli ha consentito di completare questo lavoro a cui teneva moltissimo e che ci ha affidato come suo unico testamento.

Le sue ultime parole, raccolte assieme a Paola,  sono state letteralmente: “ help … aiutare gli altri per quanto possibile … formazione sulla formazione per chi lavora con le mani nelle fattorie”.

Con la paura di non farcela perché senza di lui mi sembra che mi manchi metà cervello, ma con l’aiuto di Francesco, della moglie Paola e di chi vorrà darci una mano,  raccoglieremo tutti i suoi ultimi scritti ben sapendo che il suo pensiero non finirà con lui.

È infatti mia intenzione con l’aiuto certo di molti amici comuni, di dar vita ad un centro studi a lui dedicato che dia ai giovani la possibilità di studiare e di fare esperienza.

Della sua vita privata non vorrei dire nulla se non che ha vissuto con grande dignità e signorilità lui di origini contadine di cui si vantava. Non ha mai cercato il profitto ma solo e sempre la protezione dei  suoi cari cui lascia un’enorme eredità morale. E un insegnamento: lui ha saputo superare i momenti difficilissimi della sua vita immergendosi nello studio.

Bassano del Grappa, Natale 2011

Fabio Comunello

 

 

CURRICULUM VITAE

Nato ad Ariano Polesine (RO) 24/08/1947

1972: Laurea in lingue e letterature straniere presso l’Università di Padova.

1972/1990: Insegnante di lingua inglese presso la scuola media.

1985: conduttore della formazione per le insegnanti delle scuole materne del comune di Savignano sul Rubicone (FO).

1986 /1988: conduttore della formazione per le educatrici degli asili nido di Bologna.

1986/1994: conduttore della formazione per gli educatori dei Centri per adulti disabili dell’USL 35 di Ravenna.

1989: relatore al convegno “Educazione psicomotoria e integrazione”, Cattedra di pedagogia speciale, Università di Bologna.

1989/1992: conduttore della formazione per le educatrici degli asili nido di Savignano sul Rubicone (FO).

1989/1994: docente per l’insegnamento di educazione psicomotoria nei corsi di specializzazione polivalente del Provveditorato agli Studi di Vicenza.

1989/2005: formatore per i terapisti del Centro Spazio Psicomotorio di Thiene (VI).

1990: formatore per il progetto “Infanzia” della regione Basilicata.

1990/1993: docente per l’insegnamento di educazione psicomotoria nei corsi di specializzazione polivalente organizzati dall’I.S.V.E.I. di Vicenza.

1993: relatore al convegno “Risposte non aggressive all’aggressività del bambino”, Bassano del Grappa, organizzato dall’Associazione “Jonathan”.

1994: relatore al convegno “Le paure e i bambini”, Bassano del Grappa, organizzato dall’Associazione “Jonathan”.

1994: formatore per presidi e direttori didattici di Nuoro e Sassari.

1994/2001: conduttore dei corsi biennali di formazione alla pratica psicomotoria del Piano Provinciale di Aggiornamento del Provveditorato agli Studi di Vicenza.

1995: formatore per gli educatori dei Centri diurni per disabili adulti dell’USL di Vicenza e dell’ USL n° 3 di Bassano del Grappa.

1995: relatore al convegno: “Non devi, non puoi”, Bassano del Grappa, organizzato dall’Associazione “Jonathan”.

1995: formatore per gli operatori del centro per disabili adulti “La casa del sole”, Goito, (MN)

1995/1996: formatore per le educatrici degli asili nido di Rosà (VI).

1995/2005: formatore per gli educatori e terapisti della Polisportiva Jonathan, Bassano del Grappa.

1996: formatore per le educatrici e terapiste degli Istituti Pii Palazzolo di Rosà (VI).

1996/2000: formatore per le educatrici degli asili nido di Bassano del Grappa.

1996/2001: formatore per gli educatori del Centro diurno per disabili adulti dell’USL 10 di San Donà di Piave.

1997: relatore al convegno “Il gioco è una cosa seria”, Bassano del Grappa, organizzato dall’Associazione “Jonathan”.

1997: relatore al III Congresso Nazionale dell’ANUPI (Associazione Nazionale Unitaria Psicomotricisti Italiani), Napoli.

1998: formatore per gli educatori del Centro diurno per disabili adulti dell’ANFFAS di Nove (VI).

1998: relatore al convegno “La bugia: fra tradimento e apprendimento”, Bassano del Grappa, organizzato dall’Associazione “Jonathan”.

1998: relatore al convegno “L’interazione col soggetto disabile grave”, San Donà di Piave (VE).

1999/2000: formatore per i soci dell’ANUPI (Associazione Nazionale Unitaria Psicomotricisti Italiani) di Napoli, Milano, Padova, Bologna.

2000: formatore per le terapiste del Centro riabilitativo “Villa Maria” di Vigardolo (VI).

2000/2001: formatore per le insegnanti della scuola elementare di Rosà (VI).

2001:  formatore per le insegnanti delle scuole elementari di Thiene (VI) e della scuola materna di Rosà (VI).

2001: relatore al IV Congresso Nazionale dell’ANUPI (Associazione Nazionale Unitaria Psicomotricisti Italiani), Bassano del Grappa.

2001/2005: direttore e docente della Scuola per Tecnici della Psicomotricità della Polisportiva Jonathan, accreditata presso l’ANUPI (Associazione Nazionale Unitaria Psicomotricisti Italiani).

2001/2002: docente presso il Master “Disagio”, Università di San Marino.

2003:  formatore per le terapiste del Centro riabilitativo “Villa Maria” di Vigardolo (VI).

2004: formatore per le insegnanti delle scuole materne ed elementari di Thiene (VI).

2004: relatore al V Congresso Nazionale dell’ANUPI (Associazione Nazionale Unitaria Psicomotricisti Italiani), Napoli.

2005: direttore e docente del Master “Ambiti e metodologie della terapia psicomotoria” in collaborazione con la cattedra di Neuropsichiatria Infantile dell’Università di Padova.

2004/2010: docente presso il corso di laurea in Terapia della neuro e psicomotricità dell’età evolutiva, Facoltà di Medicina e Chirurgia, Università di Padova.

2005/2008:  responsabile  per il partner “Associazione Conca d’Oro Onlus” nel Progetto Equal Fadiesis per la formazione e l’inserimento lavorativo di adulti disabili, e coordinatore  delle fasi di ricerca e sperimentazione del Progetto.

2008 -2010: coordinatore della fattoria sociale dell’Associazione “Conca d’Oro Onlus” di Bassano del Grappa.

2009-2011:  responsabile per il  partner Associazione “Conca d’Oro Onlus” nel  Progetto DIANA,  Programma Leonardo per la formazione degli operatori delle Fattorie Sociali.

Pubblicazioni:

1985: “Il tempo nella terapia psicomotoria”, in Pratica Psicomotoria.

1988: “Il labirinto e le tracce”, ed. Giuffré, Milano.

1989: “Come stanno le cose fra quei due”, in  Scuola Viva.

1993: “Risposte non aggressive all’aggressività del bambino”, Libreria Tempolibero Editrice.

1995: “La costruzione del senso: osservazione e interpretazione”,  ed. Masson, Milano.

2000: “Una concezione della terapia psicomotoria”, in Psichiatria dell’infanzia e dell’adolescenza.

2000: “Una proposta di contratto terapeutico e guida all’osservazione in terapia psicomotoria”, in Psichiatria dell’infanzia e dell’adolescenza.

2001: “Il contratto terapeutico: dall’osservazione al progetto”, ed. Junior, Bergamo.

2007: “Osservazione come percorso di esplorazione” in Psicomotricità.

2008: “Dalla progettazione all’azione-lavoro: una ricerca psicologica”, Progetto Equal Fadiesis – Regione Veneto.

2010: “Pensare il fare – una riflessione sulla pratica psicomotoria”, Edizioni Erickson.

2011: “Corpo e mente in psicomotricità “, Edizioni Erickson.

2013 (pubblicazione postuma): “Fattoria sociale. Un contesto competente oltre la scuola”, Edizioni Erickson